La storia dell'azienda

Artigianalità e Tradizione: una
storia di famiglia

Fare l’extravergine buono non è facile. E non è una cosa da tutti. Ci vogliono amore, pazienza, conoscenza e visione.
Ed è proprio con questi valori che la Famiglia Bartolomei decide di iniziare a fare olio extravergine di oliva nel suo luogo di origine, l’Umbria: è la fine del 1800 quando sceglie di orientare la propria passione per la coltivazione della terra verso la cura degli olivi e dedicarsi così a ciò che più ama.

L’antica azienda di famiglia diventa il primo frantoio di Montecchio: qui le piante trovano la loro dimora perfetta, grazie all’esposizione a sud e al clima mite. Ancora oggi, dopo più di 100 anni, la lavorazione delle olive è svolta in maniera tradizionale, ma con l’impiego di mezzi nuovi e tecnologicamente all’avanguardia, che regalano un prodotto di qualità superiore.

Oggi Il Frantoio Bartolomei è gestito dai Fratelli Carla, Rita e Pierluigi, che scelgono una ad una le piante e curano personalmente tutte le fasi di produzione, dalla piantumazione alla potatura e fino alla raccolta. Tra le colline di Montecchio si estendono così le cultivar di Moraiolo, Frantoio, Leccino, Nocellara del Belice e Leccio del Corno: un mix di varietà autoctone e provenienti da altre regioni d’Italia, scelte per ottenere blend suggestivi e sapori autentici.

La raccolta: un gesto d'amore

Dall'albero al frantoio solo
le olive migliori

Il primo segreto per la produzione di un buon olio extravergine sta nella fase di raccolta e, in particolare, nel saper cogliere il momento giusto. La stagione più adatta è quella che va da metà ottobre fino alla fine di dicembre, quando le olive iniziano a cambiare colore e raggiungono il punto perfetto di maturazione.

 

La raccolta a mano è molto più di un rito antico e familiare: è la nostra dichiarazione d’amore nei confronti delle piante più antiche e delicate, che coltiviamo da generazioni con impegno ed entusiasmo.

Un gesto semplice, quello della raccolta delle olive, che però richiede la massima cura e la conoscenza di metodi e tecniche.

Le nuove frontiere tecnologiche

Quando l'innovazione ci dà
una mano

Al Frantoio Bartolomei raccogliamo le olive anche con l’aiuto di uno scuotitore meccanico, che lascia cadere i frutti dentro un grande “ombrello” rovesciato, tramite una leggera vibrazione del tronco.

Una volta raccolte, le olive vengono portate al frantoio, per essere pesate, defogliate e lavate: il processo di produzione dell’olio Bartolomei è solo all’inizio.

Scuotitore a ombrello per raccolta meccanica delle olive - Al Vecchio Frantoio Bartolomei

La lavorazione: un'evoluzione lunga 130 anni

La tradizione di famiglia
incontra l’innovazione

Nel tempo i macchinari sono stati sostituiti e aggiornati, ma la famiglia Bartolomei lavora le olive con la stessa cura e passione di sempre: ogni fase del processo è naturale, per mantenere le proprietà antiossidanti e nutrienti dell’olio intatte ed ottenere una linea di prodotti adatti a tutti i gusti, dai più intensi a quelli più delicati.

All’antica macina in pietra si sostituisce il frantoio ad alta pressione e, nel 2012, un impianto di frangitura completamente rinnovato e più efficiente: sono queste le piccole rivoluzioni tecnologiche che hanno portato il Frantoio Bartolomei a diventare l’azienda innovativa, ma dal cuore sincero e genuino, che è oggi.

Con l’introduzione del nuovo Molinova Serie Oro, oggi al frantoio gestiamo i tempi di gramolatura in maniera automatica, così come il lavaggio delle vasche e del separatore.

Con la lavorazione a due fasi, invece, possiamo lavorare senza bisogno di aggiungere acqua durante le procedure. Questo significa ottenere un olio ricco di polifenoli e recuperare i residui delle lavorazioni.

Al Frantoio Bartolomei, infatti, tutte le parti delle olive sono importanti, anche i noccioli. Con il nostro impianto siamo in grado di trasformare i noccioli delle olive in Nocciolino di Sansa Vergine, un combustibile naturale utilizzabile nelle stufe a pellet. In questo modo non solo risolviamo il problema dello smaltimento dei residui di lavorazione dell’olio, ma facciamo diventare quello che per molti è uno scarto una risorsa importante, ad alta resa energetica ed ecologica.

Frangitura

Le olive vengono frantumate, fino ad ottenere una pasta omogenea che comprende tutte le parti del frutto, dalla buccia alla polpa, fino al nocciolo.

Gramolazione

La pasta di olive ottenuta nella frangitura viene rimescolata all’interno della gramola, che facilita la separazione della componente liquida da quella solida.

Estrazione

La parte liquida, composta da olio e acqua, viene separata dalla parte solida, detta sansa, attraverso una pressa.

Separazione

Con un ultimo passaggio, la centrifuga, girando ad elevata velocità, separa l’olio dall’acqua, ottenendo così un prodotto di qualità.

L'imbottigliamento: garanzia di qualità

Genuinità e gusto, con
la massima cura

Il lungo percorso dell’oliva è quasi giunto alla fine. L’imbottigliamento è uno dei momenti più delicati della produzione di olio extravergine, che richiede molta cura ed attenzione.
Per assicurarci che la genuinità del nostro prodotto non si alteri nel tempo, sottoponiamo l’olio ottenuto da ogni processo di lavorazione a controlli specifici, che accertano il rispetto dei parametri imposti dalla legge.
Procediamo quindi con con l’imbottigliamento dell’olio, ma solo dopo una breve decantazione naturale in cisterna, che gli regala quel colore intenso tipico dell’olio appena franto.
Nelle sue bottiglie dal vetro scuro, che lo proteggono dal contatto con la luce, o nelle sue lattine in banda stagnata, che ne preservano il sapore e il colore autentici, l’olio Bartolomei è adesso pronto da gustare.

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